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Ebbene, vi voglio raccontare di una storia avvenuta recentemente.
Mentre passeggiavo per le via di Midgaard, improvvisamente mi appare il Fratello Rutas, fiero
Condottiero dell'Ordine delle Tenebre.
Ci abbracciamo felici di esserci trovati.
- Principe - mi dice - stavo discutendo con il Fratello Gelesad e con Alaster di argomenti
interessanti, ci volete raggiungere? -
- Volentieri Rutas, andiamo -
Rutas pronunciò una formula magica e ci trovammo subito all'ingresso di Underdark,
abbracciai Gelesad, la mano del Male, e salutai Alaster.
La discussione proseguì serenamente, del resto avevamo punti di vista concordi sull'argomento
in questione. Ma un elemento di disturbo si inserì inaspettato: un ladruncolo mise le mani
nelle tasche di Rutas e gli rubò dei soldi. Gelesad, velocissimo, sbudellò il ladro
con uno dei suoi famosi colpi precisi e potenti ... e prese i soldi dal cadavere.
Rutas lo guardò un po' perplesso - ridammi i miei soldi - disse.
Vidi apparire un ghigno satanico sul viso di Gelesad - quali soldi? -
- Quelli che hai preso dal cadavere del ladro. Sono i miei!! -
- Oh oh - pensai. Il ghigno di Gelesad mi fece bene immaginare come sarebbe antata a finire!!
Pregai Hellion affinchè concedesse a tutti i presenti il dono della resurrezione, sapevo
che sarebbero finiti alle mani. Abbiamo condiviso tante avventure e conosco bene il nostro
carattere focoso ed incurante della morte. Del resto una sfida tra noi non si era ancora verificata,
questa era l'occasione buona.
Ricevuta la grazia da Hellion, un ghigno satanico apparve anche sul mio volto.
- Ridammi i miei soldi - ripetè Rutas.
- Vieni a prenderli - disse beffardo Gelesad, con un ghigno sempre più pronunciato.
- Guarda che ti ammazzo - e Rutas sfilò il suo pugnale.
Gelesad era gia pronto con l'arma in mano.
Eccoci, pensai, mentre comiciavo a sorridere divertito.
Uno scontro è sempre motivo di eccitazione, gloria e soddisfazione per noi, poi la grazia
concessa da Hellion avrebbe ben mitigato le conseguenze della lotta. Nel frattempo Alaster osservava
i due in silenzio ma ridacchiando per la situazione che si stava creando.
Rutas e Gelesad si guardavano fissi negli occhi con aria di sfida.
Partirono quasi contemporaneamente, forse Gelesad leggermente prima, e dopo pochi colpi Rudas cadde
al suolo esangue.
- MUHAHHAHAHAHHAHHA - rise Gelesad - ti avevo detto di non provocarmi -
Io e Alaster ridemmo nel vedere il risultato del combattimento.
- L'hai spappolato - dissi ridendo - bravo Gelesad -
Come promesso da Hellion, Rutas fece presto ritorno dal mondo dei morti, con gravi ferite, comunque.
- Bastardo, mi hai ucciso - disse
- Te la sei cercata - replicò Gelesad sorridente.
Ovviamente nessun rancore sorse tra loro, anzi, l'odore del sangue sparso sembrava inebriare le
nostre menti e aumentare il desiderio di vederne ancora. Solo Alaster non era pervaso da questa
eccitazione, ma si limitava a sorridere divertito come spettatore di una lotta a cui ben pochi
possono avere l'onore di assistere.
Rutas, non contento, cominciò a provocare nuovamente Gelesad - La prossima volta ti sbudello -
- He he, si ricomincia - pensai e cominciai a ridere.
- Ma smettila - disse Gelesad.
- Ridammi i soldi, Gelesad - disse Rutas ancora sanguinante.
Gelesad mi guardò con un'espressione che lasciava bene intendere le sue intenzioni sanguinarie
e gli occhi rossi iniettati di sangue.
- Curalo un po' che lo ammazzo di nuovo - mi disse.
Annuii, e imposi le mie mani su Rutas per curarlo.
All'improvviso Rutas sparì. Gelesad ci rimase un po' male, e lo tacciò di vigliaccheria
per continuare nella provocazione. Ridevamo tutti, sapevamo che sarebbe tornato subito. Io e Alaster
guardavamo il sorriso di Gelesad. Non so Alaster, ma io conosco bene Gelesad e sapevo che lo avrebbe
assalito appena fosse tornato. E così fu.
Appena Rutas apparve nella stanza, Gelesad, senza dire una parola, lo annichilì lasciandolo
per terra in una pozzanghera di sangue.
Ci spanciammo tutti dalle risate. Povero Rutas, non aveva fatto in tempo neppure a dire 'a'.
Nel viaggio di ritorno dal mondo dei morti, Rutas dovette parlare con il suo alter ego Skinner, altro
compagno di tante avventure, dato che lui apparve improvvisamente nella stanza; cogliendolo di
sorpresa fece a pezzi Gelesad e sparì.
Alaster ed io ci rotolammo per terra dal ridere come ben poche volte ci era successo.
La storia stava diventando un gioco al massacro ... MUHAHAHHAHAHAH
Sempre grazie alla benevolenza di Hellion, sia Rutas che Gelesad fecero presto ritorno.
Potreste pensare che la storia fosse finita, eh no!! Dopo qualche commento sugli scontri appena
avvenuti, Gelesad cominciò a guardare me con un'espressione evidente.
- Gelesad - gli dissi - non ci provare. Dovresti sapere che Hellion mi ha reso immune dagli
attacchi. Non ti conviene. -
Ovviamente, lui non mi diede ascolto e provò ad attaccarmi. Purtroppo per lui la mia
immunità rese vani i suoi sforzi, ma la vista del sangue sparso dai combattimenti precedenti
e degli sforzi di Gelesad impotente mentre cercava di attaccarmi, mi fecero salire l'adrenalina
e luccicare gli occhi. Partivo da un'evidente situazione di vantaggio, ma sapevo che Gelesad non
si sarebbe aspettato una reazione diversa da me.
Sfoderai la mia spada e lo massacrai con pochi colpi precisi.
Rutas e Alaster scoppiarono a ridere.
- Mi hai fatto veramente molto male - disse Gelesad al suo ritorno, sorridendo - ma almeno ho
avuto la soddisfazione di disarmarti, he he -
Abbracciai Gelesad - Fratello mio, ti avevo detto che non ti conveniva -
Eravamo felici e divertiti.
- Certo che dove li trovi quattro come noi che si divertono a massacrarsi tra loro? - disse Gelesad.
Le sue parole mi fecero ricordare che Alaster non era stato coinvolto in alcun combattimento finora.
La mia perfida mente ebbe subito un'illuminazione. Sapevo bene come avrebbe reagito Gelead alle
mie parole. MUHAHHAHAHAHAHHAHAHAH
- Quattro??? - dissi - direi tre fino adesso - e cominciai a sogghignare guardando Alaster.
- Hai ragione! Alaster, scusami, ti abbiamo escluso finora - disse sorridendo Gelesad.
- No, no ... sentite ... a me va bene fare lo spettatore ... mi basta così - furono le parole
di Alaster che cominciava a temere per la sua vita.
Come prevedibile, Gelesad si avventò su di lui e lo fece a pezzi.
Povero Alaster, quando tornò era un po' divertito e un po' perplesso, ma senza alcun rancore,
anche se minacciò Gelesad di fargliela pagare un giorno o l'altro.
Quanto avvenuto vi fa capire l'enorme importanza che hanno per noi la sete di lotta, di sangue,
quanto l'adrenalina ci faccia affrontare la morte senza paura, pronti a risorgere più assetati
di prima.
Questa è la nostra incredibile forza, come l'Araba Fenice dalle sue ceneri, noi risorgiamo
dal nostro sangue più forti di prima. La Morte ci può prendere, è vero, ma noi
la beffiamo con la nostra audacia e col nostro coraggio.
Nessuno potrà mai fermare chi si prende gioco della Morte.
Giomadice Principe delle Tenebre
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