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Era una giornata afosa, come tutte le altre, ma non per me, Bansegoth.
In questo piccolo tratto di diario voglio raccontare le mie avventure di oggi... e che
avventure!!!
Sono entrato nell'underdark ancora una volta. Era buio, come al solito.
Mi incamminai verso il negozio di Jiestis (ancora mi domando come facciano ad esistere dei
negozi seri in quel posto), incontrando qualche ombra di tanto in tanto, oltre a quelle
esili figure che non facevano altro che farmi sentire osservato.
Voltai l'angolo del darkened root, e mi trovai dinnanzi a Jiestis.
- Ehila! era da tempo, piacere di rivederti vecchio mio.
- Piacere mio Bansegoth, sono contento che i miei articoli siano ancora di qualche
utilità.
Viaggiai con lo sguardo controllando prezzi e materiale, e mi proposi di comperare qualcosa
che mi potesse essere utile. Mi volevo recare in una zona in cui ero già stato, ma
volevo esaminarla meglio... più volte difatti mi sono imbattuto con Keremath in
seguaci del grande Beholder e legionari dello stesso, senza mai capire chi diavolo fossero.
Ringraziando il commerciante ritornai sui miei passi, imboccando la prima a sinistra dal
viale principale.
Sboccai in una stanza fatta di giada, con le pareti finemente decorate. Stavo aspettando
Keremath, solitamente certe situazioni le affronto con lui, giusto per il piacere di stare
ogni tanto in un gruppo in cui la collaborazione è un fondamentale.
Sfortunatamente non riuscii a rintracciarlo, probabilmente era molto lontano da quella zona,
così decisi di incamminarmi senza di lui nella zona che volevo esaminare meglio.
Il primo che incontrai fu uno dei legionari del Beholder, difatti per certi versi ci
assomigliava, seppure vagamente.
Lo fissai mentre mi passava davanti.
- ehi tu... cosa ci fai tu qui? è vietato per voi umani entrare nel covo del mio
signore!
- ...e tu chi saresti?
- ...un sottoposto del mio signore, il grande Beholder. Vattene da qui, o verrai giustiziato
qui, come molti altri.
Lo guardai, e senza volerlo mi lasciai sfuggire un breve risolino dopo il quale il legionario
non perse altro tempo e mi saltò addosso per farmi fuori.
Mi difendevo bene, i colpi del legionario erano molto potenti e precisi ma nonostante
ciò non riuscì a mettermi KO.
Con un ultimo fendente posi fine alle sofferenze del legionario, mandandolo come molti altri,
nei campi flegrei.
Fissai il cadavere per qualche attimo poi mi diressi verso sud, in cui avevo poco prima
intravisto un breve fascio di luce proveniente da dietro una porta.
Aprii la porta, e mi trovai di fronte ad una scena alquanto teatrale.
Di fronte a me levitava possente un enorme Beholder, non ne avevo mai visto uno così
grande in vita mia. Accanto a lui vi erano altri due legionari.
Il Beholder si accorse subito della mia presenza, e si voltò di scatto:
a parte i peduncoli che aveva sulla testa, sembrava che il suo volto fosse quasi umano,
direi un evento piu unico che raro...
Mentre lo fissavo incredulo, il Beholder mi si avvicinò piano, poi improvvisamente mi
rivolse la parola:
- Chi sei tu? Chi ti ha fatto entrare qui?
- Nessuno, l'altra guardia non ha capito le mie intenzioni e si è precipitata subito
verso di me, mi è toccato ucciderla.
- hmpf... complimenti.
- Come?
- Ho detto complimenti... pochi sono in grado di mettermi i bastoni fra le ruote,
perciò ho una proposta da farti, unisciti al mio esercito, diventa anche tu un devoto
del grande Beholder!!
- Ehm, forse non l'hai capito vecchia pallina spugnosa, io sono venuto fin qui solo per
esplorare questa zona.
- Allora sei incappato in un grosso guaio. Vuoi uscire di qui vivo? Bene, unisciti al mio
esercito.
- ...allora sei sordo o cosa? Ti ho detto che non voglio aver nulla a che fare con te, palla
da guerra! Mi vuoi morto? Bene, ti accontento! Ma ti avverto, molti l'hanno detto ma pochi
in realtà hanno combinato qualcosa.
- Molto bene allora, stai fermo li, sto arrivando!!
Il Beholder ordinò ai suoi uomini di ritirarsi da quella stanza, poi si avvicinò
minaccioso verso di me.
Non conoscevo che 3 incantesimi di protezione, ma ci avrei impiegato troppo tempo per
castarmeli tutti, così decisi di ricorrere a metodi più drastici, mangiai alla
svelta una dirty root e mi ritrovai di fronte all'enorme essere.
Il combattimento si protrasse molto a lungo, i minuti scorrevano e io mi sentivo sempre
più stanco... era la prima volta che mi trovavo ad affrontare un avversario del
genere... valeva davvero la sua fama.
Arrivammo a metà scontro che sia io che lui eravamo molto feriti... e io avevo notato
un particolare: questo tipo di Beholder non usava ne incantesimi e ne abilità speciali,
decisi perciò di sfruttare questo particolare a mio vantaggio iniziando a lanciargli
addosso ogni tipo di incantesimo da me conosciuto.
Mancava poco, ed io ero già esausto... il Beholder mi colpì molto violentemente
al petto, e mi misi a tossire affannosamente.
- ...argh... sei davvero forte come dicono... ma non mi lascerò uccidere da una
ridicola pallina volante come te!
Mi rialzai in piedi a fatica, impugnando il coltello a forma di dente di drago che da
tempo mi ha fedelmente tenuto compagnia.
Memore del mio passato, dei miei amici e della persona che amo, tornai in posizione eretta,
riprendendo un po' di fiato.
- sei stanco eh? te l'ho detto, con me è una battaglia persa, ormai sei morto e non ci
puoi più fare nulla. Stupido sciocco, speravi di sconfiggermi forse??
Lo fissai senza dire nulla, poi iniziai a camminare verso di lui, iniziando a parlare.
- ...chi sei tu...
- ...cosa vai blaterando? Il sangue ti ha dato alla testa, sei impazzito!
- ...ti ho detto di dirmi chi sei...
- ...io sono il grande Beholder, colui che tra poco porrà fine alle tue sofferenze!!
Iniziai a fissarlo con due occhi rossi come l'inferno, mentre con una mano alzavo il coltello
verso di lui.
- Cosa credi di fare? Sei un illuso!!- mi urlò.
Mi lanciò un altro colpo allo stomaco, e mi ritrovai nuovamente disteso per terra,
fissando il pavimento dalla distaza di pochi millimetri dal pavimento.
Il Beholder iniziò ad avvicinarsi lentamente, sogghignando.
- Bravo Beholder, hai combattuto bene... sono contento di aver trovato finalmente qualcuno
del tuo calibro.
Mi alzai, mentre il Beholder mi guardava costantemente con tutti gli occhi.
Pronunciai qualche parola e iniziai a levitare in aria, pochi istanti prima di creare una
spessa sfera di fiamme sopra il palmo della mano, sospesa anch'essa a mezz'aria.
- ma come hai fatto? eri in fin di vita, com'e possibile che ti sia già ripreso?
- ...semplice, quando trovo un avversario del tuo genere, mi impegno molto di piu che
normalmente... solo con avversari del tuo calibro posso sfoderare tutta la grinta che
è in me repressa, raggiungendo lo stadio del berserker,...mi avrebbe fatto piacere
che Keremath fosse stato qui, probabilmente si sarebbe divertito anche lui a scontrarsi
con te.
- ...basta chiacchere....muori maledetto umano!!!!-
Detto ciò mi si lanciò contro, e stavolta lo schivai, lanciandogli la sfera
di fuoco giusto sotto di lui, creando una grossa esplosione.
L'istante successivo intravidi la sagoma del beholder fra il fumo e le ceneri..... iniziai
a correre e spiccando un salto incrociai il suo sguardo, poco prima di conficcargli il
coltello fra le scaglie, ferendolo mortalmente.
Fissai il cadavere, poi crollai esausto... il Berserker mi succhiò più energie
di quanto potessi pensare... energie che traevano forza dalla rabbia.
Esaminai le mie ferite, erano piuttosto serie, gli arti erano molto danneggiati e il busto
era solcato da un grosso taglio da cui usciva molto sangue... sarebbe stato meglio tornare
da Jiestis, lui di sicuro avrebbe avuto qualcosa per levarmi dai guai.
Solcai la soglia del negozio, e Jiestis mi venne incontro, trapelato nel vedermi in quelle
condizioni.
- ma che ti è successo? Rispondi!- mi disse.
- Ci sono Jiestis, ci sono,...non è che hai ancora un po' di quel fungo miracoloso?
- Si, ne ho una bella scorta, toh, tieni, mangia... piuttosto... Keremath non è
venuto con te stavolta?
- Che ne so, penso verrà qui più tardi a farti una visitina!
- Molto bene... ora però non startene qui, torna in città, così potrai
riprenderti più in fretta.
- Saggio consiglio Jiestis, a presto!
Mi alzai ansimando e e mi reincamminai verso la città, poi, ripensando ancora a
quel freddo e mortale sguardo, sorrisi.
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