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Dal Diario di Kilaim
Doveva essere l'ennesima mattina come tutte le altre, ma svegliandomi mi accorsi subito
che qualcosa non andava.
Le mie cose non erano al loro posto, infuriato mi alzai di scatto per cercarle. Le trovai qualche
minuto dopo in un angolo buio della sede. Erano ricoperte di polvere come fossero lì da qualche
anno... pensai subito ad uno scherzo di Araglar, sicuramente doveva essere stato qualche suo trucchetto
magico da quattro soldi. La cosa che mi seccò molto era la scomparsa della mia botte di birra a
forma di cinghiale, un pezzo unico in tutta Silmaril che non ricordo come mi sia capitata fra le mani
durante una strana festa di qualche anno prima da Frank al C'era una volta.
Uscendo di corsa nel giardino salutai il custode, sembrava sorpreso ed evidentemente stava recitando la
sua parte.
Infuriato arrivai a Midgaard in tutta fretta, al tempio trovai Krandal, mio capogilda e maestro, che
mi disse bentornato. Cercai di farmi spiegare da dove fossi tornato ma non ottenni una risposta chiara,
nel frattempo ogni persona che incontravo sembrava incommensurabilmente felice di vedermi, come fossero
anni; eppure la maggior parte l'avevo vista la sera prima in locanda. "Certo che il poelfo stavolta
l'ha pensata davvero in grande stile" pensai.
C'era pure un avviso nella bacheca cittadina di due maghi che parlavano di bruchi e farfalle, ma la
magia non è mai stata il mio forte, e riferendosi a me dicevano di preservare il mio nano status...
"le ha pensate proprio tutte stavolta il consigliere" continuai a pensare.
La sera ho incontrato Araglar, che dopo aver fatto l'ennesima sceneggiata ormai palese di abbracci come
se non ci vedessimo da un secolo, stavolta aveva superato se stesso nella recita, mi raccontò una
storia che in fatto di comicità supera ogni immaginazione.
Prima di tornarmene a letto continuai a cercare la botte ma senza alcun risultato.
Araglar:
Era un giorno come un altro, non ricordo cosa stessi facendo, quando d'un tratto mi trovai più
giovane. Di qualche anno, poco per noi elfi, ma era pur sempre una cosa strana. Per me non cambiava
assolutamente nulla, visto che in quegli anni non ero cambiato nemmeno un po', avevo ancora addosso
gli stessi vestiti... però pensai che per qualcuno poteva essere stato un grande colpo, o un
enorme cambiamento. Iniziai a sentire le urla di disperazione di molti, le imprecazioni, e talvolta
le risate di alcuni. Fu in quel momento che pensai a Kilaim, cosa poteva essere successo a lui? Avrebbe
potuto essere tornato indietro e non ricordare nulla di ciò che era accaduto negli anni
"cancellati"... oppure avrebbe potuto ricordare tutto. Dovevo scoprire cosa sapeva, per essere in grado
di dargli una spiegazione adeguata. Non volevo che venisse a sapere di ciò che aveva fatto,
volevo ritrovare il vecchio Nano com'era un tempo, con la sua botte a forma di cinghiale e i suoi
modi rudi, non mi spiace ammettere che mi mancava. Iniziai quindi ad informarmi da vari maghi, sentendo
il loro parere sull'accaduto, e provai io stesso a formulare una teoria.
Sentii parlare di vuoto magico ai confini del mondo, sentii persino un piccolo psionico hobbit sostenere
con molta convinzione che un antico inciampandosi aveva sicuramente piegato la linea del tempo rompendola.
Io credo che in contemporanea con l'ingresso di qualcuno in Silmaril, il nostro mondo fosse venuto a
contatto con un altro, a causa della troppa vicinanza, e che alcune delle ipotesi dello psionico non
fossero del tutto infondate, nel senso che la linea del tempo doveva aver subito un danno da quello
scontro di universi diversi. Tuttavia non credo che gli antichi si inciampino e non ho alcuna prova
delle mie congetture.
Vidi Kilaim qualche tempo dopo, e quando lo vidi non riuscii a trattenermi dall'abbracciarlo come
non facevo da lunghissimo tempo, senza notare la sua espressione di totale incomprensione e imbarazzo.
Volli poi assicurarmi che stesse del tutto bene, e verificare se ricordava qualcosa oppure no.
Ma Kilaim era tornato il Nano, e sbuffando tra la lunga barba, mi chiese dove avevo cacciato la sua
botte a forma di cinghiale, sostenendo che mi avrebbe appeso a un albero se non gliela davo subito.
Poi riprese il controllo e ridendo mi disse: "Pazzo di un elfo, smettila con questa recita! Stai
confondendo persino me che dovrei conoscere i tuoi scherzi! Ma che diavolo ti salta in mente?"
Capii allora che non capiva perché tutti lo trattassimo come se fosse sparito per lungo tempo,
e decisi di dirgli la verità... una parte.
Gli raccontai allora ciò che era successo e gli spiegai le varie teorie, senza riuscire a
trovare però il modo di giustificare la sua totale perdita di memoria. Probabilmente aveva
battuto la testa al momento del caos temporale... Gli dissi che era partito per un viaggio... che era
stato via a lungo, e che rivederlo ora era per noi tutti un grande piacere.
"Linea del tempo spezzata? Mondi che sbattono? Per Mahal, elfo... tu sei sempre più pazzo! Ma
chi credi di prendere in giro..."
"E perché sarei partito io?"
"Elfo... se non mi ridai la botte, giuro che ti appendo per i piedi a quel ramo..."
"Siete tutti matti qua dentro... per la mia barba, altrochè se siete matti..."
"Vedrai... vedrai, parlerò a Krandal... ti faccio destituire sul serio! Ridammi la mia botte..."
Sì, Kilaim era tornato.
Dal Diario di Kilaim fatto recapitare ad Araglar
Era una fredda sera d'inverno nelle montagne a nord vicino alla cascata dei bardi, vagavo come mio solito
per quelle alture che noi nani amiamo tanto quando d'improvviso percepii una strana presenza dietro di
me....
Pensavo fosse uno dei soliti Goblin che vivono da quelle parti e già vedevo la mia ascia abbattersi
su di lui.
Girandomi di scatto però mi accorsi che si trattava di uno strano vecchio all'apparenza umano.
Vestiva una lunga tunica grigia e impugnava un lungo bastone.
Avevo già visto quella figura un giorno mentre passeggiavo in Contea, ma non ricordo mai i nomi
di stregoni e maghi sono troppi per i miei gusti.
"Salve Mastro Nano" mi disse, risposi al saluto e chiesi cosa volesse da me.
"Nulla, solo ridarvi qualcosa che avete lasciato in contea qualche anno fa" e dicendo questo estrasse
la mia botte a forma di cinghiale.
Io l'avrei lasciata in Contea? Non avrei lasciato quel barile nemmeno se fossi stato rincorso disarmato
da un branco di lupi affamati. Se non si fosse trattato di uno stregone che molti dicono sia tra le
persone più oneste di tutta Silmaril l'avrei sicuramente fatto a pezzi. Ma considerando che con
uno stregone non sai mai cosa ti può lanciare addosso presi la botte e mi girai per sistemarla
nel mio bagaglio, quando mi rigirai lo stregone era scomparso, probabilmente tornando nel villaggio degli
hobbit.
Bevvi un sorso per controllare e rimasi perplesso nel trovare la birra più invecchiata di come
me la ricordavo.
Dopo questo mi misi a meditare, cominciando a credere che forse quella volta Araglar non stava scherzando
e che la strana storia che a me sembrava inventata doveva pur avere qualche fondamento.
Tornando verso la sede dell'ordine depositai la botte nella tesoreria, infondo un pezzo unico è
meglio non rischiare di perderlo.
Il Giorno seguente decisi di intraprendere un lungo viaggio, che ancora oggi sto percorrendo.
Araglar sembrava triste, forse perché per lui il mio ritorno era stato breve. Ma ora ha messo
su una strana combriccola di attori, poeti e cantanti; mi ricorda i miei inizi quando facevo il nano
cantastorie.
Ora sto viaggiando lontano dai dintorni di Midgaard, in cerca di chiarimenti per i dubbi che mi
assalgono. Ne approfitterò per affinare le mie conoscenze. Credo ci vorrà molto tempo
prima di un mio ritorno.
Nota per Araglar: mi raccomando la botte, se quando torno non c'è più te le suono.
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