Passeggiando nella cittadina di ![]() |
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Salok il Curatore Tratto dagli archivi dei Jassiss: "Pace e Bene, drow..." Salok. Era Salok ne ero certo. Tuttavia rimasi perplesso. Cercai di penetrare la sua mente ma non ci riuscii. Cercai i suoi occhi. Li trovai che scrutavano i miei. La mia anima. Come fossi nudo. Come fossi nudo. "Quale strada ti conduce in queste terre, drow? Sembri agitato... non devi temere nulla da me..." Ero sconvolto. Aveva guardato attraverso la mia anima. Con una facilità disarmante. Sarebbe stato difficile nascondere le mie intenzioni. Decisi di provarci comunque. "Sono nuovo di queste terre. Percepisco pensieri cupi contro me. E anche contro la mia razza. Forse cerco una guida." Mi guardò nuovamente. "La Saggezza, ragazzo... la Saggezza... Solo la Saggezza ti saprà guidare nei tortuosi sentieri della vita... Ti potrà indicare se seguire la via del Bene o continuare a perderti nei meandri del Male... Non pensare di aver avuto già la risposta definitiva... ...ognuno di noi ha ripensamenti... ...anche chi sembra più convinto delle proprie idee..." Non parlava con la mente. Ma i pensieri e le parole non uscivano semplicemente dalla bocca. Provenivano da un luogo più profondo. Non riuscii a capire. Anche ora non mi è chiaro. Lo incalzai: "Ma tu quale strada consigli? La strada del Bene o quella del Male?" Accennò un sorriso. "Non oso consigliarti... Ognuno deve decidere la propria strada da se... Ti posso dire la mia, di strada, se vuoi... ...ma non sarò io a dirti che quella strada è giusta per te." E costui dovrebbe essere un baluardo del Bene? Credetti di capire perché i Buoni non avevano un pensiero comune. Questo ne era un esempio! Lo adulai. "Dalle tue vesta e dalle tue parole devi essere un chierico. Saggio e rispettato. Mille esperienze alle spalle. Profonde convinzioni nel cuore. Dimmi quale è la tua strada e la seguirò." Rimase impassibile. "Non fare promesse che non vuoi mantenere, drow... La mia strada è stata lunga e tormentata... e, spero, non ancora giunta al termine... La mia strada mi ha portato attraverso i sentieri del Bene, ma è passata spesso in campi oscuri... nei vizi e nelle facili illusioni... nelle terre delle tentazioni e del caos... ...tuttora non è liscia e tranquilla come vorrei... ...anche e soprattutto ora ho bisogno di meditare... ...la strada del Bene non è facile... ...può dare molte soddisfazioni, ma chiede incessantemente dei sacrifici... Sei sicuro che questa sia la tua strada, piena di insidie e rinunce?" Rimasi perplesso. Perché non cercava di convincermi? Perché mostrava i difetti e non i pregi? Mentii. "Posso farcela" Impassibile. "Bene... allora seguimi per questa strada... ci aspetta un lungo cammino..." Solo alcuni minuti dopo mi accorsi: non aveva neppure chiesto come mi chiamavo. Gli toccai un braccio. "Il mio nome è Atestiz" Interruppe un secondo il suo passo. "Dai i nomi alle cose solo quando le conosci..." E riprese il suo cammino. |