Passeggiando nella cittadina di ![]() |
|
Salok il Curatore Tratto dalle memorie di Salok l'Eremita: In questi giorni mi è capitato spesso di ripensare ai momenti passati in gioventù, quando ero molto diverso. L'arrivo di mio fratello, questa sera, acuisce il mio desiderio di tornare con la mente a quei tempi... ...ancora prima che fossi adolescente nostro padre venne da me e mio fratello. Non mi guardò mai negli occhi. Si piantò sulle gambe di fronte a mio fratello Keller. Si fissarono negli occhi a lungo. Nostro padre era un contadino, spalle larghe, gambe robuste e le mani consumate dal duro lavoro. L'ho sempre visto, e ricordato, come un gigante. Ma anche mio fratello Keller, ormai quasi adulto, non era da meno. Era cresciuto forte e robusto. Era cresciuto sempre sottomesso a nostro padre. Lo aveva aiutato al lavoro dei campi, alla mungitura delle vacche, al pascolo delle stesse... Lo aveva aiutato facendo anche la mia parte. Mio fratello appare grezzo, fa il duro, ma mi ha sempre voluto un gran bene... e io a lui. Non che io fossi esentato dal lavoro, a casa... no... Ma certo le cose più pesanti, quelle che portavano via più tempo, tutto ciò che mi avrebbe costretto a chiudermi nel mondo rurale della mia famiglia, nel pensiero chiuso di mio padre, tutte queste cose mio fratello decise di farle al posto mio... Diceva sempre: "Tu diventerai qualcuno! Vivi, Salok, vivi!!!" Nostro padre non voleva assolutamente che io fossi privilegiato. Diceva che ero solo una bocca in più da sfamare... Diceva che sarei cresciuto rammollito, che nella vita è importante il sacrificio, che sarei stato un poco di buono... La cosa triste è che, almeno in parte, almeno fino a un certo punto, nostro padre disse una cosa vera. Insomma... si fronteggiarono così a viso aperto.... Fu una scena che non dimenticherò mai. Mio fratello disse: "Lui non sarà come te, padre." E mio padre replicò: "Lui è mio figlio e io decido per lui." "Perderai due figli se farai questo" "Mi minacci, Keller??? Minacci tuo padre???" "Non oserei mai, padre." "Non oserai" concluse mio padre. "No. Ma concedimi almeno la possibilità di provare a fare di testa mia. Almeno per un po'. Farò io la parte di lavoro che lui non farà" Mio padre non aggiunse null'altro di fronte a me, ma concesse a mio fratello di fare di testa sua, almeno per il momento. Il giorno dopo mio fratello mi portò nel vicino villaggio e mi indicò una costruzione diversa dalle altre. "Io ti lascio qui", disse. "Fai ciò che vuoi. Puoi tornare a casa a separare il grano dalla pula, puoi anche rimanere qui a oziare. Io ti indico quella costruzione. Li c'è un signore molto saggio, che forse ti potrà consigliare. Ciao" Balzò a cavallo e se ne andò al galoppo. Quella costruzione era la chiesa del paese... E dentro ci trovai Egelante, il mio primo maestro... ...ma la situazione era destinata a non essere stabile ancora per molto tempo... |